Siamo ormai arrivati al dunque, stasera i due principali modelli matematici ECMWF e GFS propongono alle 168 ore il distacco del nucleo gelido in direzione dell’Europa. la cosa è particolarmente importante in quanto Reading si piega al modello americano dimostrando una volta di più le scarse performance quest’anno sul lungo termine. A questo punto tutto può accadere: potremo osservare una normale fase fredda o addirittura un evento più acuto, tutto dipenderà dalla perseveranza nella sua azione di blocco della wave 2. Ma prima di avventurarci in questo insidioso terreno propongo le emisferiche di GFS e ECMWF che “sorprendetemente” si allineano sulla previsione a 168 ore.

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Partiamo da reading, nella quale previsione appare evidente lo split del vortice polare, ampiamente da noi previsto negli scorsi editoriali, con massima vorticità sulla Scandinavia e l’anticiclone delle Azzorre che tende ad elevarsi a bloccare il flusso atlantico. Non trova però una sponda in zona polare impedendo di fatto l’entrata del nucleo gelido più a sud.

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In GFS invece il blocco appare più forte con l’aggancio di una alta pressione in zona Groenlandese che permette al nucleo gelido di scendere e riportare l’inverno più crudo sull’Europa. Capirete che a questo punto gli scenari per la metà del mese si animino di possibili importanti risvolti per il ritorno della neve anche a quote basse sul nostro paese. Lo vediamo con l’ultima immagine che propone gli “spaghi” di GFS12 per Bologna.

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La media degli spaghi precipita sugli 0°C a metà mese con molti di essi che si avvicinano ai -10°C confermando la possibilità sempre più concreta di una fase fredda nei tempi descritti negli scorsi articoli. Non ci resta che attendere dunque e capire come questa particolare configurazione partita dal final warming stratosferico si esplicherà sul tempo europeo. Seguiteci per capirlo insieme.

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