Serie storica dell’andamento dell’estensione dei ghiacci artici. https://nsidc.org/arcticseaicenews/charctic-interactive-sea-ice-graph/

Raggiunto il massimo stagionale dei ghiacci artici.

Lo scorso 21 marzo oltre a rappresentare il primo giorno di primavera ha segnato il massimo valore di estensione stagionale dei ghiacci artici. Il picco stagionale ha fatto registrare un’estensione dei ghiacci polari di 14,767 milioni di chilometri quadrati.

Scarsa l’estensione a causa del VP

Il valore registrato quest’anno appare inferiore a quello del 2020.https://www.progettoscienze.com/blog/il-2020-conferma-la-costante-riduzione-del-ghiaccio-marino-artico-ingvambiente/ Il fatto non ci sorprende date le caratteristiche completamente diverse tra l’inverno 2019-20 con VP compatto e quello appena concluso con un VP molto disturbato e frequenti scambi meridiani che hanno certamente influito nell’avanzamento dell’estensione dei ghiacci, a causa di frequenti intrusioni calde a altissime latitudini.

Mappa dell’estensione dei ghiacci artici al 21 marzo.

Deficit registrati su Nova Zemilja, Labrador e Alaska

Interessante questa mappa dove vediamo l’estensione dei ghiacci artici disposte sul nord emisfero al 21 marzo, giorno della maggiore estensione stagionale, con i riferimenti dei confini medi 1981-2020. Evidenti i deficit soprattutto sul settore russo europeo, non a caso le maggiori ondate di freddo in Europa sono venute proprio da quel settore, interessato di converso da intrusioni di aria insolitamente calda trasportata dall’alta pressione delle Azzorre. Altri importanti deficit si sono registrati sul Labrador e sull’Alaska. Situazione quasi normale invece altrove, in particolare sulla Groenlandia ed estremo oriente.

Raggiunto il massimo stagionale dei ghiacci artici inizia la discesa

Raggiunto il massimo stagionale dei ghiacci artici, d’ora in poi inizia la lunga estate polare con la progressiva riduzione della banchisa polare e l’incubo di superare il minimo del 2012, che faceva segnare al suo massimo una estensione superiore a quella attuale di quasi 500000 chilometri quadrati (15,294 milioni di chilometri quadrati). Va detto comunque che l’estensione attuale rimane ben superiore alla minima estensione mai registrata, quella del 2015 con 14298 milioni di chilometri quadrati. Vi terremo informati, come al solito, nei prossimi mesi sulla salute del nostro Polo Nord.

Rispondi