Inverno tardivo dalle irruzioni polari a quelle artiche. Come anticipato ormai più di una settimana fa ci apprestiamo a vivere una vera fase invernale tardiva. Le premesse c’erano nelle condizioni climatiche del nord emisfero che segnalano il mese di febbraio più freddo dal 2014 ad oggi ed una prima parte di marzo non da meno.https://www.progettoscienze.com/blog/la-primavera-puo-attendere/ Insomma, a livello globale, stiamo osservando temperature meno alte di quelle che eravamo abituati ormai a vedere da diverso tempo a questa parte e le seguenti mappe lo dimostrano.

Nello specifico appare evidente la grande anomalia siberiana e le temperature medie del mese di febbraio ben al di sotto della media mobile. Nel mese appena iniziato continua la importante anomalia termica negativa siberiana come possiamo vedere dalla seguente mappa.

Anomalie termiche del mese di marzo in Asia https://psl.noaa.gov/data/composites/hour/

Tutte queste indicazioni ci danno il “polso” di una stagione fredda che potrà protrarsi ancora per tutto il mese, ed è per questo motivo che la fase fredda che ci attende potrebbe determinare nel corso della prossima settimana fasi di maltempo dalle spiccate caratteristiche invernali in un contesto comunque sottomedia, in particolare al centro-nord, come possiamo vedere dalla seguente mappa relativa agli “spaghi” di Bologna.

L’ultima mappa delle “perturbazioni” fino alla fine del mese, con temperature a 850 Hpa sottomedia per tutto il periodo.

Passando alla previsione meteo classica potremmo dividere la prossima fase fredda in due fasi: l’inverno tardivo passerà dalle irruzioni polari a quelle artiche. Nella prima avremo una circolazione polare marittima che dovrebbe contraddistinguere la prima parte della settimana. Con precipitazioni sulle adriatiche ed al sud nevose sopra i 1000 m. Dopo entriamo veramente nel campo della estrema impredicibilità infatti l’accelerazione del flusso atlantico a causa del ricompattamento del vortice polare determinerà un piegamento dell’anticiclone delle Azzorre verso oriente, sarebbe questo il momento in cui il freddo e la neve potrebbero arrivare sulle pianure, ma vediamolo nello specifico secondo le due previsioni di GFS e ECMWF

Evidente il “pericolo continentale” con la media GFS che vede più precipitazioni ma meno freddo e Reading di questa sera che disegna un’entrata franca di un nucleo gelido in grado di portare la neve sulle adriatiche italiane anche sulle coste. Situazione dunque da monitorare attentamente: l’inverno salirà in cattedra ancora per un po’.

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