Come avevamo preannucniato nello scorso editoriale si conclude la lunga fase fredda che ha contraddistinto la prima parte di questo 2017. Il ricompattamento del VP, con suo asse orientato tra la Siberia ed il Canada, farà in modo che nei prossimi giorni il flusso atlantico si riattivi in grande stile con una ripartenza sempre più convinta delle correnti oceancihe che determineranno le prime importanti nevicate sulle Alpi in un contesto finalmente più mite. Se andiamo poi a vedere il lungo termine, confrontandoci con le nostre carte della alta e bassa stratosfera, non vediamo sostanziali cambiamenti a questo pattern. Infatti, pur venendo confermato il riscaldamento stratosferico nel lungo termine, esso non pare al momento destabilizzare in modo determinante il VP in troposfera. Vediamo perchè:

Da questa sequenza infatti appare evidente l’allungamento del VP che però contemporaneamente alla deformazione si approfondisce rafferddandosi. Dunque non andrà incontro al momento a destrutturazione come vedremo nelle carte seguenti.

La deformazione vista in alta stratosfera viene confermata in bassa stratosfera con allungamento del VP con asse però sfavorevole a retrogressioni fredde per l’Europa, infatti appare evidente come la parte più attiva del getto si esprima sul Canada e sulla Siberia dove avremo importanti irruzioni fredde nel corso dei prossimi dieci giorni. Sull’Europa appare invece evidente la ripartenza del flusso atlantico, confermata anche sul lungo termine. Per destrutturazioni importanti del VP dovremo ancora attendere dunque. Pur rimanendo, come detto, intatta la possibilità che la destabilizzazione in atto determini mutamenti nell’assetto della trottola polare che possano determinare in febbraio nuove importanti azioni fredde per l’Europa, al momento ciò non si evince, dalle carte a lungo termine, come viene anche confermato dalla emissione odierna di ECMWF, che esprime in maniera palese questo nuovo pattern.

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Ecco il flusso atlantico, ben evidenziato da questa carta a dieci giorni di ECMWF che evidenzia l’asse del freddo che va dalla Siberia al Canada. Unica possibile complicazione in questo nuovo pattern è determinata dalla circolazione secondaria sulla Russia che potrebbe interagire con le masse umide in arrivo dall’Atlantico determinando possibili, ma al momento imprevedibili, nevicate al piano al nord del paese. Insomma inverno che entra in stand bye, aspettando le possibili nuove destabilizzazioni del VP che certamente non mancheranno.

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